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L'ipoacusia o Sordità (scheda sintetica)

a cura del Dott. Andrea La Torre, medico chirurgo, specialista in Otorinolaringoiatria


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Dott. Andrea La Torre
Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria


IPOACUSIA

Definizione: Riduzione dell'udito, indipendentemente dal grado o dalla causa

L'ipoacusia è un sintomo non una patologia è quindi il termine non esprime una diagnosi, ma solo la "traduzione" in termini medici del problema riferito dal paziente.

Può assumere caratteristiche, modalità di esordio ed evoluzioni differenti, interessare un solo lato o entrambi, ed in questo caso anche in epoche diverse o con distinte modalità

Può essere transitoria, occasionale, ricorrente o persistente, ed in questo caso avere sempre le stesse caratteristiche o variare di grado con un andamento fluttante ed incostante.

Può essere limitata ad alcune frequenze o coinvolgere l'intera gamma delle frequenze udibili, in modo simile (ipoacusia pantonale) o con un diverso coinvolgimento alla diverse frequenze.

Può derivare da una qualunque alterazione a carico dell'apparato uditivo e dell'orecchio esterno, medio o interno o del nervo acustico.

Viene definita di trasmissione o trasmissiva o di counduzione quando è legata ad alterazioni che impediscano o riducano la propagazione dell'onda sonora all'interno dell'orecchio esterno o medio, neurosensoriale o percettiva o di percezione quando l'alterazione sia a livello dell'orecchio interno (coclea) o del nervo acustico.

Mista quando siano presenti nello stesso orecchio alterazioni a carico sia del meccanismo di trasmissione, che dell'orecchio interno o del nervo acustico.

L'identificazione del grado, della distribuzione in frequenze e delle componenti trasmissive o neurosensoriali si ottiene mediante l'esame audiometrico, purché correttamente eseguito stimolando l'orecchio sia per via aerea (con la cuffia) sia per via ossea (con un apposito vibratore posto dietro l'orecchio) e mascherando se necessario l'orecchio migliore in caso di asimmetria della percezione uditiva onde evitare che il suono venga percepito nell'altro lato.

In assenza di un esame correttamente eseguito può essere impossibile riconoscere la causa dell'ipoacusia.

Esempi di condizioni che determinano una ipoacusia trasmissiva sono il tappo di cerume, le otiti acute e croniche, i versamenti catarrali, la perforazione del timpano, la timpanosclerosi, l'otosclerosi stapediale, il colesteatoma. L'ipoacusia di trasmissione non è mai totale e corrisponde ad una perdita di volume e di intensità senza una vera e propria distorsione sonora. In assenza di un coinvolgiomento dell'orecchio interno l'ipoacusia di trasmisisone da sola non è mai in grado di dare anche acufeni (percezione di rumore) o vertigini, la cui presenza deve far sospettare ulteriori problemi, ma può associarsi a seconda della patologia presente a senso di orecchio chiuso, secrezione (otorrea), dolore (otalgia).

La presenza di una patologia "trasmissiva" può essere confermata oltre che con l'esame audiometrico anche con l'impedenzometria che studia la motilità della membrana del timpano e degli ossicini (martello, incudine e staffa) dell'orecchio medio.

Una ipoacusia neurosensoriale può invece associarsi ad acufeni o vertigini, a senso di orecchio chiuso o pressione non dissimile da quello che può comparire per un semplice versamento di catarro o un tappo di cerume, ma mai, a vero e proprio dolore o a secrezione dall'orecchio, se non concomitante ad un problema a carico dell'orecchio esterno o medio.

L'ipoacusia neurosensoriale può a sua volta essere distinta in cocleare (per alterazioni dell'orechcio interno) o retrococleare, quando è interessato il nervo, anche se le due componenti possono talvolta coesistere.

Per evidenziare o escludere una alterazione del nervo acustico, è possibile effettuare uno specifico esame, i potenziali evocati uditivi.

In caso di ipoacusia neurosensoriale monolaterale (limitata ad un solo orecchio) o asimmetrica è particolarmente importante accertare la presenza di alterazioni retrococleari, che seppur raramente, potrebbero essere espressione di un tumore benigno del nervo acustico (neurinoma), la cui esclusione definitiva può essere ottenuta solo con una risonanza magnetica.

Mentre una ipoacusia trasmissiva deriva da condizioni quasi sempre agevolmente trattabili con terapia medica, trattamenti specialistici o, per le patologie croniche o gli esisti di otite con la microchirurgia dell'orecchio, quando l'alterazione colpisce l'orecchio interno questa viene generalmente invece considerata intrattabile e l'unico rimedio proponibile è considerata la protesizzazione acustica, ovvero l'applicazione e l'uso di apparecchi acustici.

Motivo principale di tale atteggiamento pessimistico è che in effetti gli elementi sensoriali dell'orecchio interno, le cellule ciliate, non sono capaci di rigenerazione né spontanea, né con terapie oggi disponibili, per cui un eventuale danno a questo livello non è suscettibile di recupero.

Ma fortunatamente non è assolutamente la regola che una disfunzione dell'orecchio interno debba necessariamente corrispondere ad un danno delle cellule ciliate. In molti casi infatti vi è solo una disfunzione a livello dei liquidi labirintici, spesso già di per sé capace di dare fluttuazioni della stessa ipoacusia e comunque generalmente trattabile. Se non la si cerca con esami specifici e non la si tiene in considerazione, questa disfunzione reversibile di tipo "idromeccanico" non la si può però riscontare. Da cui il giudizio pessimistico a priori di ipotetici danni causati da virus, circolazione, traumi acustici, danni, in realtà mai verificabili e dimostrabili, al contrario della disfunzione reversibile, sempre confermabile con opportuni accertamenti.

Dire a priori quindi che l'unica soluzione possibile di fronte ad una ipoacusia neurosensoriale è la protesi acustica non è quindi assolutamente una informazione corrispondente alla realtà.

Potete approfondire l'argomento leggendo il documento introduttivo alle patologie dell'orecchio interno con spiegazioni accurate su diagnosi e terapia.

Dott. Andrea La Torre
Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria


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