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Malattia (o sindrome) di Meniere

a cura del Dott. Andrea La Torre


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Dott. Andrea La Torre
Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria


MALATTIA DI MENIERE o SINDROME DI MENIERE

vedi anche: DOMANDE E RISPOSTE SULLA MALATTIA DI MENIERE

Definizione: Patologia dell'orecchio interno, caratterizzata dall'associazione nello stesso paziente di crisi vertiginose ricorrenti di almeno venti minuti l'una, ad andamento capriccioso e imprevedibile, ipoacusia inizialmente fluttuante con andamento progressivo, acufeni e senso di orecchio chiuso, causata dall'aumento della pressione e del volume dell'endolinfa (idrope endolinfatico o endolinfatica), a causa sconosciuta.

Invitando alla lettura degli approfondimenti disponibili sul sito, in questa breve nota informativa vogliamo soffermarci sul problema della definizione della patologia, la cui rigida interpretazione è alla base di grossolani errori diagnostici.

Cominciamo dal nome. Prospero Meniere (e non Menier) era un medico francese che nel 1861 per primo descrisse il ruolo dell'orecchio nel creare vertigini acute. Fino a quel momento infatti si riteneva che le sindromi vertiginose derivassero da lesioni cerebrali. In realtà, il caso descritto paradossalmente non era una vera "malattia di Meniere".

Personalmente utilizziamo indifferentemente la dizione di "malattia" o di "sindrome" (pur ritenendo più corretto il secondo termine, visto che la "Meniere" è definita da un'insieme di sintomi associati) ma c'è chi fa una differenza sulla base del fatto che si riesca ad individuare la causa o meno. Ancora più incerto e poco chiaro è l'uso della dizione di "sindrome menieriforme", che non significa davvero molto.

Ma al di là del nome il problema riguarda la diagnosi. Una definizione così rigida che "impone" la presenza di tutti i sintomi, peraltro richiedendo crisi vertiginose di almeno 20 minuti l'una, fa sì che i moltissimi pazienti nei quali alcuni sintomi non si sono ancora manifestati (o magari non si manifesteranno mai) o con crisi vertiginose di durata minore restino senza diagnosi e che la malattia sia statisticamente considerata rara. Problema di relativa importanza visto che anche per la Malattia di meniere ufficiale l'atteggiamento generale è inspiegabilmente pessimista, nonostante l'elevatissima possibilità di trattamento, purché ovviamente si sappia come trattarla.

In realtà essendo il nostro atteggiamento quello di attribuire fino a prova contraria allo stesso indentico meccanismo, ovvero una disfunzione dei liquidi, tutti i sintomi dell'orecchio interno, indipendentemente dalla presenza o meno di una sindrome completa, ed essendo tale impostazione altamente gratificante visti i successi ottenibili e la conferma derivante da accertamenti specifici, possiamo oggi affermare che la maggior parte degli acufeni, delle vertigini (indipendentemente dal tipo e dalla durata), delle ipoacusie neurosensoriali, sono in pratica dlele forme incomplete di Malattia di Meniere, pur non potendo ufficialmente utilizzare questa definizione.

D'altronde non condividiamo assolutamente l'atteggiamento prognostico pessimista di "scontata" evoluzione dei sintomi verso la sordità permanente, l'acufene fisso ed intrattabile, le vertigini incurabili destinate a spegnersi solo dopo molti anni, al momento della distruzione del labirinto da parte della malattia.

In realtà solo un numero limitato di pazienti si troverà davvero in questa situazione evolutiva (ma purtroppo solo in questi la malattia viene generalmente riconosciuta da tutti, alterando quindi di molto le statistiche). In molti altri casi si assiste invece a lunghissime fasi di remissione spontanea, spesso senza alcuna terapia e la patologia (forse addirittura su predisposizione genetica) può rimanere silente per anni senza alcun disturbo nonostante ad una occasionale valutazione accurata dello stato funzionale dell'orecchio possa essere già evidenziabile la presenza di alterazioni specifiche, perfino nell'orecchio sano.

Definizione restrittiva, quindi, e prognosi eccessivamente infausta soprattutto per quanto riguarda i sintomi uditivi (ipoacusia ed acufene), in realtà spesso reversibili se non spontaneamente con l'opportuna terapia e senza alcuna necessità di distruggere l'orecchio, come oggi viene esempre più spesso proposto al fine di eliminare le vertigini, che possono essere rese occasionali e sporadiche, se non del tutto assenti anche con trattamenti conservativi.

E' però vero che non esiste ancora a tutt'oggi una cura definitiva in grado di assicurare la "guarigione" dalla malattia (come d'altronde non esiste per molte altre patologie), ma è altrettanto vero che conoscendo i meccanismi che determinano i sintomi e sapendo come trattarli è oggi possibile non solo restituire al paziente una vita serena senza vertigini (se non sporadiche ed occasionali), ma spesso anche recuperare l'udito perso (arrestandone comunque successive evoluzioni) e perfino eliminare o ridurre l'acufene e liberando l'orechcio dal senso di peso o pressione caratteristico. E senza necessità di un trattamento a vita, ma solo nelle fasi di riacutizzazione, potendo tranquillamente astenersi da qualunque terapia, quando i sintomi sono assenti, indipendentemente dalla presenza o meno di alterazioni documentabili con esami specifici. Ovviamente a condizione di tranquillizzare il paziente per il quale spesso la vera patologia è la "paura" delle recidive, il che considerato anche l'elevato ruolo dello stress per questi disturbi e per la formazione dell'idrope, crea un circolo vizioso, che puà essere interrotto dall'evidenza del successo del trattamento.

Questo è reso possibile dal fatto che in realtà spesso anche dopo anni dall'esordio della malattia non si sono ancora formati danni permanenti e che in parte o in tutto i sintomi sono strettamente legati all'eccesso di liquidi, ovvero all'idrope, del quale conosciamo il meccanismo di formazione e per il quale disponiamo di un trattamento.

Potete approfondire l'argomento leggendo il documento introduttivo alle patologie dell'orecchio interno con spiegazioni accurate su diagnosi e terapia e accedere a un fie di domande e risposte per chiarire alcuni dubbi e sfatare alcuni falsi miti su questa patologia.

AVVISO: Le informazioni fornite in questo sito non possono sostituire la valutazione diretta da parte dello specialista sebbene siano certamente utili ad integrare la visita specialistica stessa ovunque questa venga effettuata e rispecchiano l'approccio diagnostico e terapeutico e le opinioni personali del Dr. Andrea La Torre che, seppur fondate su basi scientifiche, sul ragionamento clinico e sull'esperienza diretta, spesso differiscono da quelli di altri centri e specialisti e non sono necessariamente riconosciuti da tutti. Questo sito, nato nel 1999, ha finalità informative e non pubblicitarie dell'attività del Centro di Otorinolaringoiatria o di singoli specialisti.