| Le Vertigini e la Sensazione di Disequilibrio (scheda sintetica) |
a cura del Dott. Andrea La Torre, medico chirurgo, specialista in Otorinolaringoiatria
Centro di Otorinolaringoiatria
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VERTIGINE Definizione: Errata sensazione (illusione) di movimento dell'ambiente circonstante rispetto al nostro corpo o del nostro corpo rispetto all'ambiente. Il termine vertigine, che indica un sintomo non una patologia, e quindi non corrisponde ad una diagnosi ma solo alla "traduzione" in termini medici del disturbo riferito dal paziente, implica nella sua definzione l'"illusione del movimento" ovvero del cambiamento dei rapporti tra il soggetto e l'ambiente, indipendentemente dall'entità, dalla durata o dalle caratteristiche della vertigine stessa. Sintomi vaghi di disorientamento, stordimento ecc, pur potendosi associare alla vertigine, non sono difinibili quindi con questo termine. In tal senso permane utile la classica distinzione tra vertigine "soggettiva" e "oggettiva", intendendo con la prima la sensazione che sia il nostro corpo a muoversi, girare, sbandare, oscillare ecc, mentre con il termine "oggettivo" ci si riferisce alla sensazione che il movimento riguardi l'ambiente. In realtà questa distinzione, sulla quale per anni si è erroneamente ed inspiegabilmente creduto di poter far diagnosi, attribuendo le vertigini oggettive all'orecchio e quelle soggettive a cause neurologiche (??), è tutt'altro che marcata potendo spesso i due fenomeni coesistere nello stesso paziente o persino nell'ambito della stessa manifestazione di vertigine. Dalla definizione di vertigine può anche per la stessa definzione di sensazione "errata", illusoria, essere esclusa la vera e propria perdita di equilibrio, instabilità, ben più rara nella pratica clinica quotidiana di quanto non si creda. Nella maggior parte dei casi infatti il paziente si "sente" instabile, ma in realtà non ha nessun reale sbandamento, se non provocato da errati tentativi di correzione messi in atto incosciamente per correggere la falsa informazione che gli giunge dal labirinto (sinonimo dell'orecchio interno) alterato. La vertigine sia di tipo oggettivo, che soggettivo, con qualunque carattersitica si presenti è praticamente sempre espressione di una disfunzione del sistema labirintico, ovvero da una alterazione delle informazioni provenienti dai vari recettori dei due labirinti (uno per lato). Ancora oggi per indicare una vertigine oggettiva acuta ed intensa si utilizza erroneamente il termine di "labirintite", che in realtà corrisponde ad un tipo particolare di sindrome vertiginosa oggi piuttosto raro, caratterizzato da intensa vertigine che perdura senza sosta per diversi giorni lasciando una marcata "vera instabilità" che può durare a lungo e recedere gradualmente, a causa di un vero e proprio danno del labirinto. Le più frequenti forme di vertigine sono invece oggi rappresentate dalle crisi tipiche della malattia o sindrome di Meniere, dove la vertigine si associa per definizione a sintomi uditivi (ipoacusia, acufeni, senso di orecchio chiuso), dalle più brevi crisi della vertigine parossistita posizionale benigna (nota anche come cupololitiasi o canalolitiasi) o dal disequilibrio soggettivo cronico (costante sensazione soggettiva di instabilità). L'esperienza diretta con migliaia di pazienti affetti da queste diverse forme mi porta a ritenere che al di là della manifestazione sintomatica, tutte queste forme siano in realtà legate allo stesso meccanismo, una disfunzione dei liquidi labirintici, reversibile e trattabile, come è peraltro sempre possibile dimostrare con opportuni accertamenti (raramente eseguiti in una valutazione più tradizionale) e con l'esito favorevole di trattamenti specifici, e quasi mai a veri e propri danni permanenti del labirinto, ovvero a labirintite. Potete approfondire l'argomento leggendo il documento introduttivo alle patologie dell'orecchio interno con spiegazioni accurate su diagnosi e terapia.
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